III Weekend
Domenica 18 ottobre
17:30 | Museo Diocesano
NON SI DIVENTA GRANDI DA SOLI
“Questo lavoro nasce da un incontro con don Gino Rigoldi e con i suoi luoghi che accolgono chi porta sulle spalle il peso di una storia difficile e nel cuore il desiderio di una seconda possibilità o una nuova opportunità. È un viaggio dentro spazi che non sono semplicemente fisici, ma profondamente umani. Luoghi dove le ferite si trasformano in racconti, dove ogni volto diventa una preghiera sommessa, dove la vita, anche quando si spezza, trova il modo di ricucirsi piano, con gesti semplici e sinceri. All’inizio ho seguito alcune parole chiave della sua missione: storia, fiducia, riscatto, amore, relazione, giudizio, errore, carità, lavoro, casa, … ma solo vivendo questi spazi, dalla sede della Fondazione al Barrio’s in Barona, dalla casa di accoglienza di Trenno al Giambellino e al QT8, ho capito davvero cosa significano. Fotografando, il mio sguardo si è addolcito sempre di più fino a cercare delicatamente il lato più intimo di queste persone. “Per noi Gino è casa”, mi ha detto un ragazzo stringendolo in un abbraccio. Da quella frase è nato tutto. Ho cercato di restituire in questo reportage tutte le emozioni che ho provato, la gratitudine, la tenerezza, la fiducia che ogni volto mi ha dato. Ho vissuto questo progetto come un atto d’amore e di fiducia nell’essere umano. Grazie don Gino!
Biografia
Giorgio Galimberti nasce a Como il 20 marzo 1980. Fin da bambino sviluppa una forte passione per la fotografia, favorita da un ambiente familiare aperto all’arte e alla creatività. I primi approcci al mezzo fotografico avvengono attraverso le Polaroid, che gli permettono di sperimentare sin da subito con manipolazioni e alterazioni dell’immagine, esplorando la dimensione ludica e immediata della fotografia istantanea. Durante l’adolescenza questa passione cresce costantemente: frequenta numerose mostre ed esposizioni e parallelamente si dedica con intensità al lavoro in camera oscura. In questo periodo costruisce un personale bagaglio fotografico, ispirandosi alle tecniche di sperimentazione dei grandi maestri che hanno segnato la storia della fotografia. Dopo un breve periodo di distacco, Galimberti si riavvicina al mondo della fotografia con l’avvento del digitale, senza però abbandonare del tutto l’analogico. Attraverso l’uso del bianco e nero affina il proprio linguaggio, elaborando una visione ispirata alla lezione dei grandi autori e centrata sugli effetti della luce sui corpi e sui paesaggi urbani. In questo percorso rielabora alcuni elementi tipici della street photography, fondendoli con uno stile moderno e narrativo capace di unire scorci di vita quotidiana a visioni sospese dell’architettura urbana. Ne nasce così un linguaggio personale e immediatamente riconoscibile. Fotografo versatile, Galimberti si muove con coerenza tra generi differenti, dai ritratti alla street photography fino ai paesaggi, mantenendo sempre una cifra stilistica ben definita. Parallelamente alla ricerca autoriale, collabora con numerose aziende realizzando progetti di corporate e advertising, nei quali applica la sua sensibilità visiva a linguaggi e contesti diversi, senza mai rinunciare alla propria identità espressiva. Fotografo versatile, Galimberti si muove con coerenza tra generi differenti, dai ritratti alla street photography fino ai paesaggi, mantenendo sempre una cifra stilistica ben definita. Parallelamente alla ricerca autoriale, collabora con numerose aziende realizzando progetti di corporate e advertising, nei quali applica la sua sensibilità visiva a linguaggi e contesti diversi, senza mai rinunciare alla propria identità espressiva. Il suo lavoro ha trovato spazio in numerose mostre personali e collettive e in collaborazioni con gallerie d’arte italiane e internazionali, permettendogli di affermarsi come autore nel panorama fotografico contemporaneo. All’attività artistica e professionale affianca quella didattica, conducendo workshop e seminari in cui trasmette la propria esperienza e la sua visione della fotografia d’autore.