
Quando l’Alta Diga dell’Egitto ha interrotto il collegamento tra il Lago Qarun e il Nilo, l’aumento della salinità, le acque reflue, il deflusso agricolo e il cambiamento climatico hanno avvelenato l’acqua, per cui i pesci sono scomparsi, e la battigia si è ritratta. Il collasso ambientale lascia profondi segni sulle donne che spesso sono le prime ad avvertire la gravità della situazione ma sono le ultime ad andarsene. Raramente considerate come determinanti nella ricerca delle soluzioni, il loro silenzio e la loro resilienza rivelano nuovi modi di sopravvivere. Con una visione ecofemminista la fotografa riporta alla luce le loro storie per ristabilire legami tra le persone, il luogo, il corpo e la natura.
When Egypt’s High Dam cut Lake Qarun’s connection to the Nile, rising salinity, sewage, agricultural runoff, and climate change poisoned the water. Fish disappeared and the shoreline receded. Environmental collapse leaves deepest marks on women, often first to feel the loss and last to leave. Rarely seen as part of solutions, their silence and resilience reveal new ways of survival. Through ecofeminism, the photographer retells their story to restore ties between people, place, body and nature.