Student Award 2026 | Mashruk Ahmed (ITA)

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Vincitore Student Award 2026Mashruk Ahmed
Broken Promises: July of Memory

Questo progetto documenta le conseguenze dell’insurrezione avvenuta in Bangladesh nel luglio del 2024 durante la quale migliaia di persone sono rimaste ferite in maniera permanente e le famiglie si sono ritrovate a piangere figli che non sono mai tornati. Il progetto documenta le vite dei sopravvissuti, i parenti delle vittime attanagliati dal dolore e i giovani manifestanti a capo del movimento, con l’intento di catturare la loro resilienza, la memoria e la lotta tuttora in atto per la giustizia, in una nazione dove speranza e repressione si alternano nel tempo.

Copyright foto: © Mashruk Ahmed

La Motivazione della Giuria

Questo progetto realizzato da Ahmed Mashruk non è il lavoro che ci si aspetterebbe da qualcuno all’inizio del proprio percorso fotografico. È un progetto documentario maturo, che include diversi livelli di narrazione ed emotivamente intelligente, che dimostra una comprensione della forma del reportage che molti professionisti esperti cercano di raggiungere per tutta la carriera. Ahmed ha compreso che le storie più importanti non si trovano sempre nel momento più drammatico di un evento, ma in ciò che viene dopo. Nel processo silenzioso, lento e doloroso di ricostruzione di un corpo, di una famiglia, di un senso comune.
La rivolta del luglio 2024 in Bangladesh ha offerto al mondo un momento di forte narrazione visiva — proteste, scontri, la caduta del potere autoritario. Ahmed non se n’è andato quando l’attenzione è calata e, restando, ha trovato la storia che i titoli avevano completamente ignorato. Il suo obiettivo ha seguito i sopravvissuti che imparano a muoversi nel mondo con arti amputati e occhi danneggiati per sempre. Madri che stringono fotografie di figli che non sono mai tornati a casa. Famiglie che costruiscono memoriali improvvisati. Giovani che si organizzano in silenzio, con determinazione, negli spazi in cui le istituzioni li hanno abbandonati.
Non è il lavoro di un osservatore esterno. È il lavoro di qualcuno che appartiene a questa storia, che condivide la ferita generazionale che documenta, che comprende il peso culturale di ogni gesto e il messaggio che esso trasmette. Questo progetto impone di rallentare. Di guardare più a lungo, perché Ahmed comprende che la caduta del potere autoritario non produce automaticamente giustizia — che i sistemi di violenza familiari riemergono, che le minoranze restano vulnerabili, che una vittoria senza responsabilità è una vittoria fragile e incompleta.
Per un giovane fotografo come Ahmed, tenere insieme questa complessità senza ridurla a una narrazione semplice è un risultato notevole, e la giuria è onorata di riconoscere questo lavoro, poiché il mondo del fotogiornalismo ha bisogno di giovani voci come la sua.

Mashruk Ahmed è un visual storyteller e fotografo documentarista il cui lavoro esplora le correlazioni tra storia, politica ed esperienza vissuta. Il suo lavoro indaga come la violenza, l’identità e il trauma collettivo vengano costruiti e trasmessi attraverso le generazioni, concentrandosi sulle durature conseguenze sociali ed emotive dei conflitti.

Lavorando attraverso la fotografia, il video e i materiali d’archivio, crea narrazioni stratificate che collegano le storie personali a più ampie realtà politiche. Si avvicina allo storytelling come a un processo etico e orientato alla ricerca, esaminando i sistemi e le strutture che plasmano le vite delle persone. Il suo lavoro mette in discussione le narrazioni dominanti e fa riflettere sul potere, sulla rappresentazione e sulla sovranità.

Ahmed è Visual Storytelling Editor presso Netra News, una piattaforma di giornalismo investigativo e di pubblica utilità con sede in Svezia, dove contribuisce a reportage approfonditi sui diritti umani. È stato Direttore Editoriale di Witness to the Uprising, un libro di fotogiornalismo che documenta la resistenza civica e la violenza di Stato.

Nel 2024 ha presentato la sua mostra personale The War Is Not Over Yet presso l’Alliance Française di Dhaka, esplorando le durature conseguenze psicologiche e politiche del conflitto sulle donne combattenti per la libertà durante la Guerra di Liberazione del Bangladesh del 1971.

Attualmente sta conseguendo una laurea in Scienze della Comunicazione e dei Media presso l’Università di Pécs, sviluppando una pratica documentaristica a vocazione sociale fondata sull’etica dei media e sulla storia visiva.