The Alexia Student Award 2026 | Jubair Ahmed Arnob (ITA)

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Vincitore The Alexia Student Award 2026Jubair Ahmed Arnob
The Place Where I Used to Play…

Attraverso una fotografia documentaria plasmata da un linguaggio visivo surreale, il progetto esplora la perdita e il costo umano e ambientale derivato da una rapida urbanizzazione a Dhaka, in Bangladesh. Il fotografo concentra l’attenzione su luoghi e su comunità fragili che stanno scomparendo a causa delle forti pressioni dettate da una inarrestabile urbanizzazione e mette in discussione cosa significhi il progresso quando memoria e senso di appartenenza vengono cancellati.

Copyright foto: © Jubair Ahmed Arnob

La Motivazione della Giuria

La giuria è lieta di assegnare The Alexia Special Prize nella categoria Student a questo lavoro, per il coraggio di andare oltre i confini convenzionali del fotogiornalismo e per il modo straordinariamente originale in cui dà forma a una storia.

Il fotografo ha scelto di documentare la trasformazione di Green Model Town, un quartiere in rapida espansione alla periferia di Dhaka, in Bangladesh, non mostrando ciò che c’è, ma facendoci sentire ciò che non c’è più: il canale prosciugato dove i bambini un tempo nuotavano, le sagome di cemento dove si ergevano gli alberi, il silenzio dove una volta viveva una comunità. Attraverso un approccio onirico e surreale, il lavoro evoca l’assenza piuttosto che limitarsi a narrare la presenza.

La ricerca contestuale che sorregge il progetto è altrettanto profonda. Dhaka è una delle megalopoli più densamente popolate al mondo, in crescita a un ritmo quasi doppio rispetto alla media urbana globale, con una stima del 90-95% degli edifici costruiti senza piena conformità alle normative di sicurezza. Non si tratta di statistiche astratte: esse costituiscono l’architettura invisibile di un rischio che i suoi abitanti corrono quotidianamente. Eppure il fotografo rende visibile quella fragilità senza mai sacrificare la forza poetica alla denuncia, creando un corpo di lavoro con un linguaggio interamente suo.

Desideriamo inoltre riconoscere l’ambizione più ampia di questo progetto. Raccontando la storia di un quartiere, il fotografo pone una domanda che potremmo porci tutti quanti: cosa siamo disposti a perdere in nome del progresso? E cosa rende una città non solo abitabile, ma a misura d’uomo?

Jubair Ahmed Arnob è un fotografo documentarista basato in Bangladesh e il suo lavoro esplora le trasformazioni socio-ambientali e le narrazioni silenziose che spesso rimangono invisibili. La sua pratica è plasmata da un profondo confronto con la teoria critica, gli approcci psicoanalitici e una ricerca sul campo prolungata nel tempo, che gli permettono di muoversi attraverso le intersezioni tra potere, memoria e coscienza ecologica. Ha costruito le sue basi in ambito fotografico presso The VII Foundation e Counter Foto, sviluppando rigore sia tecnico che concettuale. Per ampliare ulteriormente la sua pratica, ha seguito una formazione specializzata, tra cui il Foundry Photojournalism Workshop, il programma 1-to-1 con la VII Academy, GenGeo Storytelling for Impact: Photography della National Geographic Society e Introduction to Digital Journalism di Reuters.

Il suo lavoro è stato riconosciuto con numerosi premi, tra cui il titolo di Student Photographer of the Year ai Sony World Photography Awards, il Royal Photographic Society Documentary Photography Award 2025 (vincitore), il CPOY 2025 (oro), la Lucie Scholarship Grant 2025 (menzione d’onore) e il BarTur Photojournalism Award 2022, tra gli altri. Ha esposto a livello nazionale e internazionale, realizzando mostre nel Regno Unito, negli Stati Uniti, in Francia, in Italia, in India, in Grecia e in Thailandia. Radicato nell’esperienza vissuta e nell’osservazione a lungo termine, il suo lavoro mira a preservare ciò che sta svanendo, a interrogarsi su ciò che si sta trasformando e a rivelare i paesaggi emotivi plasmati dai cambiamenti ambientali.
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