The Alexia Spotlight Award 2026 | Carlos Folgoso Sueiro (ITA)

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Vincitore The Alexia Spotlight Award 2026Carlos Folgoso Sueiro
Alén do Lago (Beyond The Lake)

Intrecciando la storia personale del fotografo con le realtà sociali, il progetto si sviluppa come un’epopea contemporanea di lotta, sopravvivenza e riconnessione con la Galizia, sua terra natale. Noi siamo il risultato del nostro passato, un passato che riaffiora in un paesaggio segnato da incendi boschivi, siccità, emigrazione, alcolismo e abbandono, intesi come forze interconnesse. Attraverso ritratti intimi e fragili paesaggi, il progetto rivela un territorio in cui convergono la memoria, la perdita e il collasso ambientale.

Copyright foto: © Carlos Folgoso Sueiro

La Motivazione della Giuria

La giuria è lieta di assegnare the Alexia Special Prize ad Alén do Lago, progetto selezionato nella shortlist della categoria Spotlight, riconoscendolo come un esempio straordinario di racconto fotografico radicato nell’intimità, nella memoria e nel luogo dove il racconto si svolge. Con eccezionale delicatezza e un approccio profondamente poetico, Carlos Folgoso Sueiro rivolge il suo obiettivo verso la sua Galizia natale — i suoi paesaggi, la sua luce, i suoi ritmi — e verso le persone che la abitano, componendo il ritratto di un mondo al tempo stesso personale e universale.

Questa regione della Spagna nordoccidentale si trova in un momento cruciale della sua storia. Tradizionalmente considerata un rifugio climatico, si trova oggi a fare i conti con le pressioni crescenti di una devastazione ambientale e di un’erosione sociale che si sommano: incendi devastanti, siccità persistenti, la diffusione aggressiva delle piantagioni di eucalipto, l’abbandono delle campagne, l’emigrazione e una popolazione sempre più anziana. Non si tratta di crisi isolate, ma di aspetti interconnessi di un mondo fragile, assediato contemporaneamente da più direzioni.
In un momento in cui la fotografia è spesso caratterizzata da ciò che è lontano e straordinario, Carlos ci ricorda che le immagini più potenti possono nascere dall’ordinario: luoghi che conosciamo, volti familiari e il territorio che ci ha plasmati.

Il progetto è nato da un periodo di vulnerabilità e riconnessione. Uscire dopo giorni trascorsi in casa e sentire le gocce di pioggia sulla pelle, respirare l’odore dell’umidità, percepire di nuovo l’ambiente con la piena attenzione di chi ne era stato brevemente separato — questi momenti apparentemente ordinari sono diventati il fondamento creativo ed emotivo dell’opera. Da quello stato sono nate le immagini di Alén do Lago: guidate non da un programma o dalla distanza, ma dalla sensazione, dall’intuizione, da un coinvolgimento quasi tattile con il mondo a portata di mano. Intrecciando la propria storia personale con i conflitti più profondi della Galizia, Folgoso Sueiro ha creato un corpus di lavoro che è al tempo stesso manifestazione di dolore e un atto di testimonianza, e che va ben oltre la sua geografia.

Carlos Folgoso Sueiro è un fotografo e studente di sociologia. È affascinato dai sentimenti che legano gli esseri umani e nella sua fotografia cerca di affrontare tematiche sociali e ambientali.

Ha seguito diverse masterclass con Donovan Wylie, Jonas Bendiksen, Alex Webb, Sarah Leen e Magdalena Herrera. Ha inoltre partecipato al XXXVI Eddie Adams Workshop e alla portfolio review del New York Times.

Nel 2020 ha subito un infortunio alla schiena che ha limitato gravemente la sua vita e da allora ha cambiato la sua prospettiva come fotografo: ha dato così vita a Beyond The Lake, un progetto in cui indaga la sua terra d’origine, la Galizia, da un punto di vista metaforico. Per la serie The Shining Land ha viaggiato nelle aree remote della Siberia, dove ha fotografato la vita delle città che esistono grazie al commercio dei diamanti. Nel 2005 ha iniziato la serie World’s Place Apart, un progetto su una comunità hippie che si è autoesclusa dalla società, che sta portando avanti tuttora. Per più di dieci anni ha affiancato questi progetti alla sua attività per agenzie di stampa, per le quali ha portato avanti diversi assegnati come la tragedia nel mare di Lampedusa, l’esodo dei rifugiati dal Medio Oriente e il disastro della Costa Concordia.

Il suo lavoro è stato pubblicato da National Geographic, Geo, Stern, Sunday Times e The British Journal of Photography, è stato esposto all Hermitage Museum (San Pietroburgo) e al Canal Isabel II (Madrid) e ha ricevuto riconoscimenti quali il Pictures of the Year International, il premio Social Documentary Network e il premio Marco Pesaresi.

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