Corpi di Donne Come Campi di Battaglia

Medicina Narrativa e Fotografia Etica

Sabato 18 ottobre ore 15.15

Palazzo Barni, C.so Vittorio Emanuele II, 17, Lodi

Laboratorio di Medicina Narrativa. Voci che resistono: narrare i corpi, ricostruire la dignità

Il laboratorio di medicina narrativa, inserito nel programma Lodi Caring Community e realizzato all’interno del Festival della Fotografia Etica, nasce dalla mostra “Corpi di Donne Come Campi di Battaglia”, che racconta la condizione delle donne eritree e tigrine costrette alla fuga e colpite dalla violenza sessuale utilizzata come arma di guerra. La perdita della dignità, la morte, la violazione del corpo e, più in generale, la violenza sulle donne, sono tematiche che riguardano direttamente anche la cura comunitaria. Esiste infatti una forte correlazione tra esperienze di violenza e l’insorgenza di numerose patologie fisiche e psicologiche. Inoltre, le donne costrette a lasciare i loro Paesi vivono una doppia perdita: la violenza subita e lo sradicamento dal proprio mondo, con il dolore legato all’abbandono della terra d’origine, delle relazioni e della propria identità.

Attraverso la medicina narrativa e la fotografia, il laboratorio invita i partecipanti a riflettere sul tema del corpo come luogo di vulnerabilità, ma anche come spazio di memoria, resistenza e rinascita.

Il percorso sarà guidato da tre momenti:

  • osservazione delle immagini, lasciando emergere emozioni e pensieri;
  • narrazione scritta o orale per restituire un senso personale a ciò che si è visto e sentito;
  • condivisione collettiva, dove le storie diventano un atto di ascolto reciproco e di riconoscimento della dignità violata.

L’obiettivo è trasformare la visione fotografica in un’esperienza immersiva che faccia emergere consapevolezza e cura, mettendo al centro non solo le ferite, ma anche la capacità delle donne di resistere e di testimoniare.

Il laboratorio è aperto a tutti coloro che desiderano vivere un’esperienza immersiva, utilizzando la medicina narrativa e la fotografia come strumenti di cura di sé, di riflessione etica e di impegno collettivo.

I laboratori sono condotti dalla Dott.ssa Danila Zuffetti, Direttrice del programma Lodi Caring Community, esperta internazionale di medicina narrativa, medical humanities e formatrice.

PER ISCRIVERSI INVIARE UNA E-MAIL A danila.zuffetti@gmail.com 
(max 20 partecipanti) – L’evento è gratuito per coloro che sono in possesso dell’abbonamento o del biglietto giornaliero per quella data del Festival.

Danila Zuffetti

Danila Zuffetti È direttrice del programma Lodi Caring Community, riconosciuto come uno dei primi esempi italiani di città compassionevole e apprezzato anche a livello internazionale. In questo ruolo coordina un’ampia rete cittadina che promuove la cultura della cura, del supporto alle fragilità e della costruzione di legami comunitari.

è fondatrice del NaMPaC Model® – Narrative Medicine in Palliative Care, il primo modello strutturato di medicina narrativa specificamente ideato per l’ambito delle cure palliative, della cronicità e dell’oncologia. Da oltre dieci anni lavora nella pratica clinica utilizzando la medicina narrativa come approccio costante e integrato nei percorsi di cura, collaborando con numerose realtà pubbliche e private, sia in Italia che all’estero.

Parallelamente all’attività clinica, Danila si dedica da anni alla formazione, conduce regolarmente corsi, workshop e laboratori nell’ambito delle Medical Humanities e della medicina narrativa, con particolare attenzione alla cura di sé, all’ascolto profondo e alla consapevolezza.

A livello internazionale ha partecipato come relatrice a numerosi convegni di rilievo, tra cui il primo Congresso di Cure Palliative degli Emirati Arabi Uniti (in qualità di unica relatrice italiana), conferenze in Svizzera, Finlandia, India, Colombia e Argentina. Di recente a Buenos Aires ha tenuto lezioni universitarie, seminari e presentazioni del NaMPaC Model® in ospedali, hospice e contesti educativi.

Ha ottenuto la certificazione di “Consultant in Global Evaluation and Monitoring of

Palliative Care Development at the National Level: Concepts, Methods and Practices based on the WHO Approach” conseguito presso l’Università di Navarra a Pamplona, contribuendo, per l’Italia, all’Atlas of Palliative Care in the European Region 2025.

Ha visitato molti hospice nel mondo, presentando il suo modello, con particolare attenzione alle realtà nordiche e londinesi, per studiare e confrontare modelli di cura in ambito palliativo e cronico. In Italia ha collaborato con diversi centri di riferimento in cure palliative, cronicità e oncologia, costruendo sinergie con professionisti e istituzioni.