Questa 17ª edizione del Festival arriva in un tempo in cui la realtà è sempre più difficile da vedere e capire.
Ai conflitti, alle disuguaglianze e alle emergenze ambientali che segnano il nostro presente si aggiunge qualcosa di più sottile: immagini generate, notizie costruite, un flusso continuo che confonde ciò che è accaduto davvero con ciò che è stato fabbricato. Per questo distinguere il vero dal verosimile non è mai stato così difficile. E così necessario. Per questo il fotogiornalismo conta più di prima. È una forma di racconto che nasce dalla presenza, da qualcuno che ha scelto di andare e di restare, spesso a proprio rischio, laddove le cose accadono.
Le mostre di questa edizione portano a Lodi, come sempre, lo sguardo dei più grandi fotografi internazionali: donne e uomini che hanno documentato eventi, che li hanno visti con i propri occhi e che ce li restituiscono senza mediazioni. La loro è una testimonianza diretta, e oggi la testimonianza diretta è un bene raro.
Il Festival chiede una cosa semplice e insieme controcorrente: dedicare almeno una giornata a osservare il mondo reale, con lentezza e con attenzione. Le crisi a cui ci troviamo di fronte sono sempre più grandi e non si risolvono con risposte rapide. Servono consapevolezza, tempo, pensiero. Solo così possiamo sperare di rallentarne l’impatto e, forse, di cambiarne il corso.
Il Festival della Fotografia Etica esiste perché 38 anni fa Jean-François Leroy è riuscito a fare qualcosa di unico e straordinario, ed ha ispirato molti di noi a continuare a lavorare affinché la nostra società potesse essere più libera. Siamo qui da 17 anni anche grazie all’ispirazione di un uomo che tanto ha fatto per il fotogiornalismo. L’eredità che ci ha lasciato è quella di continuare a portare avanti la stessa responsabilità: essere al fianco di chi è in prima linea per testimoniare.
Quest’anno abbiamo voluto non solo raccontare il mondo, ma anche aprire nuovi luoghi della città. La cultura deve essere agile in un tempo di grandi cambiamenti, capace di abitare gli spazi appena pronti. Per questo entriamo nell’ex Linificio, il futuro Museo Civico di Lodi, che comincia a vivere con le proiezioni di fotografie dal mondo; per la prima volta nel Museo Diocesano, appena aperto; nel convento di Santa Chiara Nuova, che entra nel programma ufficiale delle mostre.
Ringraziamo il Sindaco e la città tutta per aver creduto in noi e nelle migliaia di persone che raggiungeranno Lodi. In questa 17ª edizione troverete tutto questo. Troverete il lavoro di un anno intero, l’attenzione e lo sforzo di costruire un progetto che abbia valore e lasci un segno e un impatto concreto sull’economia culturale di un territorio e non solo.
La fotografia che esponiamo è un invito a cambiare prospettiva sul mondo.
Grazie per essere con noi, grazie per scegliere il mondo reale.
La Direzione Artistica
Alberto Prina, Aldo Mendichi e Laura Covelli
