Mostra Laetitia Vançon 2026 | ITA

Spazio Uno sguardo sul MondoLaetitia Vançon
Rebuilding Faces, Lives and a Sense of Self

Negli ultimi 4 anni, Laetitia Vançon ha documentato la guerra in Ucraina. Attraverso diversi assegnati nel Paese, la fotografa è riuscita ad entrare nella quotidianità di soldati e civili gravemente feriti durante il conflitto. Seguendo le vicende di quattro persone che convivono con devastanti lesioni al volto, questo progetto racconta i progressi della chirurgia ricostruttiva, degli impianti realizzati con la stampa 3D e il profondo percorso per ricostruire la propria identità, ritrovare la dignità e riconquistare un posto nella società.

Copyright foto: © Laetitia Vançon

Laetitia Vançon è una fotogiornalista francese che vive a Monaco di Baviera, in Germania. Nel 2014 ha completato gli studi presso la Danish School of Media and Journalism di Aarhus. Il suo lavoro si concentra su storie che mettono in relazione le esperienze personali con questioni sociali più ampie, spesso esplorando temi come l’identità, le nuove generazioni e le conseguenze di ciò che avviene in un Paese per chi lo abita.

In Ucraina, il suo progetto attuale segue questo stesso approccio, offrendo uno sguardo che va oltre le immagini di cronaca di un conflitto: piuttosto che concentrarsi sulla linea del fronte, il suo obiettivo si posa sulle vite dei singoli individui, cogliendo momenti che raccontano la dignità, la capacità di adattamento e la normalità che continua, nonostante l’imperversare della guerra. Il lavoro di Vançon è guidato dalla compassione e privilegia il contesto e la comprensione. Per Laetitia, la fotografia non è soltanto uno strumento di narrazione, ma anche un mezzo per accrescere la consapevolezza e favorire l’empatia oltre i confini.

Dal 2015 collabora regolarmente con il The New York Times. Le sue opere sono state esposte a livello internazionale, tra cui ai Rencontres d’Arles, al La Gacilly-Baden Photo Festival, all’Hunterian Museum di Glasgow, all’Xposure Festival di Dubai, alla Leica Gallery di Wetzlar e al Festival della Fotografia Etica di Lodi.

Il suo lavoro ha ricevuto importanti riconoscimenti, tra cui il Prix Pictet, l’Alexia Grant, il Lucie Foundation, il Leica Oskar Barnack Award, il Sony World Photography Award, il Pictures of the Year International, il World Report Award | Documenting Humanity e il Life Framer.

  

Lodi, Chiesa della B.V. Maria del Carmine, Via Paolo Gorini, 36

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