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spazio tematico - Madre TerraPablo Ernesto Piovano
“KUIFI AUKIÑ ÑI TREPETUN”;
The awakening of ancient voices

La monarchia spagnola si è trovata di fronte a un’insidia inaspettata durante il compimento del suo piano di colonizzazione in America: il popolo mapuche. A differenza degli Incas, organizzati in una struttura di potere centralizzato, le comunità mapuche sono sempre state autonome l’una dall’altra, sistema che ha permesso di moltiplicare le battaglie e rafforzare la resistenza per quasi tre secoli, in un’area che oggi fa parte di Argentina e Cile. Tale era la capacità guerriera del popolo mapuche, che la monarchia spagnola alla fine scelse di firmare accordi e riconoscere loro diversi territori.

Alcuni decenni dopo la creazione degli stati del Cile e dell’Argentina, tra il 1860 e il 1885, furono scatenate una serie di campagne militari, considerate dal popolo mapuche come una seconda invasione e denominate erroneamente “Pacificazione dell’Araucania” e “Conquista del deserto”. Pur diverse l’una dall’altra, hanno entrambe rappresentato il più sanguinoso genocidio etnico mai avvenuto nella regione.

Nell’area argentina (Puelmapu) la maggior parte della popolazione originaria è stata uccisa, violentata, imprigionata, ridotta in schiavitù o segregata in aree remote e povere. Tutte le machi, le autorità religiose e spirituali, furono assassinate e la vita sociale delle loro comunità fu completamente destrutturata. Sul lato cileno (Gulumapu) l’avamposto militare era simile, con la sola differenza che, poiché nell’area le comunità erano numerose, più consistente è stato il numero dei sopravvissuti, comprese alcune autorità ancestrali che furono anche spogliate delle loro terre, passate nelle mani dei proprietari terrieri, militari e successivamente in quelle dei coloni europei chiamati a “civilizzare” la nazione.

La storia ufficiale dell’Argentina e del Cile ha cercato per anni di nascondere ciò che, in parte, si è ripetuto durante le ultime dittature militari. La lotta per riacquisire i territori sottratti negli anni Sessanta è stata schiacciata dalla violenza e dalla morte.

Nonostante ciò, negli ultimi vent’anni diverse comunità hanno continuato a lottare non solo per la loro terra, ma anche per preservare i propri costumi, la spiritualità, la lingua e la storia di un popolo, valori che sono andati perduti a causa delle prevaricazioni degli eserciti. Molte delle comunità sostengono oggi accese lotte per la difesa della Ñuke Mapu (Pachamama), opponendosi a progetti estrattivi di diverso tipo: silvicoltura, estrazione mineraria, idroelettrica, compagnie petrolifere. Investimenti di multinazionali e di imprese milionarie argentine hanno fornito il pretesto per una nuova crociata contro il popolo mapuche, attraverso omicidi e una persecuzione sistematica per mezzo della “giustizia”, delle forze statali e dei media.

Le carceri sono piene di prigionieri politici mapuche e di tanti altri clandestini che non vogliono cadere nella morsa di una giustizia in cui non credono: per questo le tensioni e le violenze sono quotidiane. Le violazioni dei diritti umani sono all’ordine del giorno e ne sono vittime anche bambini mapuche. Nel frattempo, il mondo si gira dall’altra parte.

Pablo Piovano è nato a Buenos Aires. È entrato nello staff del quotidiano Página/12 come fotografo quando aveva 18 anni. Nel 2005 e nel 2014 ha ricevuto borse di studio dalla Fundación García Márquez. Nel 2018 ha lasciato il suo impiego come fotografo di staff per diventare freelance. È stato insignito di diversi riconoscimenti tra cui il Premio Philip Jones Griffiths Foundation, il primo premio di The Manuel Rivera Ortiz Foundation al Festival di New York; l’Internacional de la imagen (FINI) in Messico; e 3 ° posto al Picture of the Year Latin America, l’Henri Nannen Prize e il Greenpeace award. È stato anche selezionato dal World Press Photo come uno dei 6 talenti del Sud America nel 2018.

I suoi lavori sono stati pubblicati in riviste come Geo, Stern, National Geographic, L’Expresso, Internazionale, Liberation, de Volkskrant, Bloomberg ed esposto nei musei e nei festival più importanti d’Europa.

Pablo Piovano è l’autore del libro “Il costo umano degli agrotossici” pubblicato da Kehrer Verlag – Germania 2017.

pablopiovano.com

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viale Dalmazia

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