Premio Voglino 2020
Alfredo BoscoForgotten Guerrero

Questo reportage documenta l’attuale situazione sociale e politica dello Stato messicano di Guerrero, un luogo che si caratterizza per la violenza e i disordini causati dalla guerra per il controllo della droga.

Guerrero ha la più alta concentrazione di campi seminati a papavero del Paese ma, al contrario degli altri Stati, che sono sotto il controllo di una singola organizzazione, Guerrero è ostaggio di più gruppi armati non statali. Quaranta tra cartelli e diversi gruppi di difesa autoproclamati (autodefensas) combattono per il controllo della produzione e del traffico di droga – principalmente di eroina per il mercato statunitense – e di altre attività criminali tra cui l’estorsione.

Nei centri urbani più grandi, come Chilpancingo, Chilapa de Alvarez e Acapulco, scontri interni molto violenti per il controllo del territorio seminano terrore tra i locali. I cartelli e gli altri gruppi criminali adottano la cosiddetta necropolitica: alimentando la paura e assumendo il ruolo di giudici della morte nei confronti di chi abita quelle aree, ostentano potere e lo consolidano. Chiunque può diventare una vittima di questa terribile violenza.

L’assenza cronica di sicurezza costringe spesso gli abitanti delle città più piccole ad abbandonare le loro case in cerca di un posto più sicuro, causando il costante incremento dei pueblos fantasmas, villaggi fantasma che sono stati abbandonati frettolosamente o dove gli abitanti sono misteriosamente svaniti nel nulla. È facile morire nello stato di Guerrero, ma è ancora più facile sparire, come ha dimostrato la scomparsa di 43 studenti di Ayotzinapa nel 2014, notizia diffusa attraverso i media.

Nel 2019, il presidente López Obrador ha fondato la Guardia Nazionale, un’iniziativa di sicurezza volta a ridurre gli omicidi e i crimini. Questa operazione, non avendo un proprio budget ed essendo organizzata principalmente con il supporto di uomini e armamenti delle forze armate, non ha sortito il benché minimo effetto positivo.

Tirare una linea di demarcazione tra alcune delle forze armate di autodifesa e le organizzazioni puramente criminali è diventato sempre più difficile, in quanto lo Stato si è mostrato complice di entrambe, tanto che molte forze armate esercitano sempre più influenza politica e sociale. I media internazionali hanno parlato delle forze di autodifesa quando è stato reso noto che una di esse reclutava anche bambini, lasciando intendere che purtroppo questi gruppi si spingessero ben più in là della semplice protezione dei cittadini. 

Secondo un recente studio, il tasso di impunità a livello nazionale per gli omicidi in Messico è dell’89% ma raggiunge il 96% nello Stato di Guerrero. La polizia non viene addestrata in modo adeguato: nel 2018, solo il 32% dei poliziotti di Guerrero aveva partecipato a qualche forma di addestramento. Inoltre, lo Stato è in difficoltà per la mancanza di agenti, avendo solo 0,9 poliziotti ogni 1.000 abitanti, la metà di quello che il Governo federale messicano definisce lo standard minimo per una copertura sufficiente.

Alfredo Bosco è un fotografo freelance e contributor dell’agenzia Luz di Milano. Problematiche sociali e crisi geopolitiche sono i temi principali del suo lavoro.

Nel 2010 ha coperto il terremoto di Haiti e l’epidemia di colera con l’ONG italiana Francesca Rava-NPH. Nel 2015 ha raccontato il crimine e la vita quotidiana a Caracas. Nel 2016 ha fotografato il racket dell’eronia in Kirghizistan e nel 2017 le manifestazioni Nuit Debout e Justice per Theo a Parigi. Dal 2011 al 2014 è stato un collaboratore dell’agenzia SGP di Milano, lavorando per clienti commerciali e importanti firme di moda. Dal 2014 lavora su un progetto a lungo termine sulla guerra civile in Donbass, nell’est dell’Ucraina. Sta inoltre portando avanti un progetto a lungo termine sulla guerra alla droga nello stato messicano di Guerrero.

Ha ricevuto vari premi, tra cui il Fnac TPW Mention per il suo reportage sulla gioventù locale di Tashkent sotto la dittatura di Karimov nel 2011, il Premio speciale per la fotografia umanitaria del Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC) concorso Andrei Stenin Contest nel 2019, il Visa d’Or Humanitarian Award del Comitato della Croce Rossa (ICRC) ed ha esposto il suo lavoro al Festival Visa Pour l’Image a Perpignan nel 2020.

È stato selezionato alla 25° Joop Swart Masterclass del World Press Photo.

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