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Short Story Award 2018 | Camillo Pasquarelli – ITA

Vincitore Short Story Award 2018Camillo Pasquarelli

<< Umano e scienza, guerra e “effetti collaterali”, ferite indelebili e medicina.

La tragedia del singolo essere umano viene amplificata e resa tragicamente evidente dalla fredda tecnologia medica.

Una narrazione che si potenzia nell’uso intelligente e profondo del dittico. >>

La valle delle ombre

La valle del Kashmir, un territorio conteso tra l’India e il Pakistan dal 1947, è una delle zone più militarizzate al mondo. Nel 2010 il governo indiano ha dotato le forze di sicurezza dispiegate negli stati del Jammu e del Kashmir, di una nuova arma. Da allora cartucce riempite con centinaia di piccoli piombini vengono utilizzati per mantenere il controllo durante gli scontri in città. Considerate “non-letali”, le pistole ad aria compressa dovrebbero essere puntate alle parti basse del corpo.

L’8 luglio 2016 il giovane comandante chiamato Burhan Wani del gruppo di guerriglia Hizbul-e-Mujahideen’s è stato ucciso in un scontro con l’esercito indiano. Molto conosciuto, specialmente tra i giovani, grazie al buon uso che faceva dei social network per diffondere il suo messaggio, il martirio di Wani è stato la scintilla che ha incendiato l’intera valle. Il governo ha imposto un coprifuoco alla popolazione che è durato quattro mesi, mentre i leader separatisti incitavano ad imbracciare le armi.

Centinaia di giovani ragazzi hanno riempito le strade del Kashmir in protesta contro “l’occupazione indiana”, scagliando pietre contro l’esercito e la polizia. A partire dal luglio 2016 le forze di sicurezza hanno risposto utilizzando in maniera massiccia le pistole ad aria compressa.

Secondo quanto dichiarato da Amnesty International, la nuova arma è responsabile di aver causato la cecità a centinaia di persone ed averne uccise 14.

Molte delle vittime non sono state coinvolte negli scontri con le forze di sicurezza. Coloro che sono stati colpiti durante le proteste tendono ad evitare di parlarne apertamente, timorosi di ritorsioni da parte della polizia.

Per i giovani che hanno perso parzialmente la vista, la lettura diventa troppo difficoltosa con la conseguenza inevitabile dell’abbandono degli studi e di ogni opportunità di proseguire un’istruzione superiore. Gli uomini rimasti completamente senza vista sono impossibilitati nel mantenere la famiglia.

Le vittime, che portano dentro i loro corpi dozzine di pallottole, si trovano a fronteggiare conseguenze a lungo termine sulla loro salute. Quelle rimaste totalmente o parzialmente non vedenti, parlano dell’oscurità che è entrata nelle loro vite. Le uniche cose rimaste sono le ombre lievi che le circondano.

www.camillopasquarelli.com

Camillo Pasquarelli (1988, Roma), dopo aver completato gli studi in Antropologia, oggi è principalmente interessato a progetti personali ed a lungo termine, alla fotografia documentaristica attraverso la combinazione della fotografia e dell’approccio antropologico.

Dal 2015 lavora nella valle del Kashmir, India, ad un progetto visuale che esplora la nozione e l’esperienza del conflitto, della memoria, della religione e delle aspirazioni politiche.

Nel 2017 ha ricevuto una delle borse di studio assegnate dall’Alexia Foundation per poter proseguire il suo progetto “The endless winter of Kashmir”.

I suoi lavori sono stati pubblicati su riviste come TIME, Der Spiegel, Internazionale, Il Reportage, sul quotidiano polacco Gazeta Wyborcza, sul sito Mashable, etc. Ha ricevuto premi nazionali ed internazionali e le sue foto sono state esposte a Roma, Mosca, Getxo, Tbilisi, Hyderabad.