uno sguardo sul mondoMichele Guyot Bourg
Vivere sotto una cupa minaccia

Questo lavoro fotografico è stato realizzato a cavallo tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ‘90. L’autore del reportage era in attesa dell’autobus sotto uno di quei ponti costruiti negli anni ’60, che rappresentavano il simbolo dell’ingegneria italiana di quel periodo. All’improvviso dei rumori, come forti boati, simili a quelli di un tuono. In realtà si trattava di un camion: il suo passaggio provocava un assordante rumore sui giunti del ponte, quasi come se tutto stesse per crollare.

In quello stesso giorno Michele Guyot Bourg ebbe l’idea di documentare la vita che scorreva vicino e sotto i viadotti che attraversavano la sua città. Un progetto che ha richiesto 4 anni di lavoro, ormai lontani, ma che tornano così tragicamente vicini nei giorni della tragedia, che lo scorso 14 agosto ha colpito la città di Genova, portandosi via le vite di 43 persone.

Vivere sotto una cupa minaccia”, è stato esposto in tutta Italia, ma non a Genova. L’autore lo ha realizzato nel suo tempo libero dopo il lavoro, quando si chiudeva in una camera oscura per sviluppare gli scatti regalati dai quei concittadini che gli aprivano la porta di casa e gli davano il permesso, in punta di piedi, di entrare nelle loro vite per raccontarle.

Ricorda le abitazioni dei ferrovieri in via Fillak, sotto il ponte Morandi, inizialmente un po’ restii verso il suo progetto di raccontare la vita che scorreva sotto il ponte. In alcuni casi ci sono voluti quasi 6 mesi per convincerli a farsi ritrarre.

Una documentazione fotografica dal linguaggio diretto in cui non servono le parole, veritiera di una realtà vissuta e subita negli anni. Voci che si uniscono attraverso le immagini, che a pochi giorni da quella terribile mattina, devono essere strumento di ricordo e documentazione per una nazione che deve riconciliarsi con se stessa.

https://www.facebook.com/michele.g.bourg

Genovese, ama la fotografia da sempre ed è a questa che ha affidato il compito di trasmettere il suo modo di vedere ed interpretare il mondo che lo circonda. Associando il proprio pensiero a quello di chi ritiene che la percezione visiva occupi un posto fondamentale nella cultura contemporanea e che da ciò derivi l’evolversi della fotografia come arte e strumento non soltanto rappresentativo ma anche espressivo, ama spaziare nelle varie tematiche e scelte che tale attività permette. Usa il bianco e nero per particolari reportages ed il colore, quest’ultimo come sorgente di piacere visivo e di contemplazione estetica che soltanto nella musica può trovare il suo analogo. Sue fotografie sono state esposte in varie parti del mondo: dalla Cina alla Russia, dal Sudafrica alle Americhe e nella quasi totalità delle nazioni europee. Numerose città italiane ed estere hanno ospitato sue mostre personali ed audiovisivi. Le riviste “Qui Touring”, “Historia”, “Reflex” e “New Age” hanno pubblicato suoi servizi fotografici. Ha illustrato per numerosi anni la pubblicazione “Genova Dove” e “Prendo il treno” per conto delle Ferrovie dello Stato. È stato insignito del “BFI” (benemerito della fotografia italiana) e del “EFIAP” (Excellence de la Federation Internationale de l’Art Photographique). Per dodici anni è stato membro del collegio dei revisori dei conti della F.I.A.F. (Federazione Italiana  delle Associazioni Fotografiche).

Torna indietro

Uno Sguardo sul Mondo

Torna indietro

Uno Sguardo sul Mondo