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Le bambine rapite da Boko Haram

Questa è una serie di ritratti che raccontano una storia di resilienza e forza . Le giovani donne ritratte in queste fotografie sono state catturate da Boko Haram, un gruppo di militanti islamici con sede in Nigeria, e costrette a farsi esplodere. Tuttavia, non si sono arrese e, invece di sottomettersi alle torture dei loro carcerieri, hanno opposto resistenza. Nonostante l’indottrinamento, queste giovani ragazze hanno deciso di non commettere un atto violento e di ribellarsi a coloro che le avevano rapite.

Boko Haram — il cui nome può essere tradotto approssimativamente con ‘la cultura occidentale è proibita’ — attacca dichiaratamente le scuole e ha rapito più di 2.000 donne e bambine dal 2014.
Le donne kamikaze vengono impiegate dai militanti come una nuova arma da guerra.
Nel 2016, il New York Times ha dichiarato che almeno uno ogni cinque attentatori inviati da Boko Haram nell’arco dei due anni precedenti era un bambino, solitamente femmina.
Il gruppo ha fatto ricorso a  27 bambini in attacchi suicidi nel primo trimestre del 2017, contro i 9 impiegati nello stesso periodo l’anno precedente.

Alcune delle ragazze sono riuscite a fuggire e hanno trovato la forza di raccontare, lanciando un segnale di speranza a migliaia di persone.

www.adamfergusonphoto.com/the-bombs-they-carried/

Adam Ferguson è nato nel 1978 e cresciuto nel Nuovo Galles del Sud, in Australia, e ha poi studiato fotografia presso il Queensland College of Art, presso la Griffith University. Dopo aver conseguito la laurea, ha viaggiato di porto in porto nei Caraibi e nel Mediterraneo come membro dell’equipaggio su una barca a vela dove ha dato inizio alla sua carriera fotografica.

Il lavoro di Ferguson è stato riconosciuto per la prima volta nel 2009, quando è partito per documentare in maniera approfondita la guerra condotta dagli Stati Uniti in Afghanistan. Da allora ha lavorato a livello internazionale concentrandosi sui conflitti e sui civili, che spesso si trovano nel bel mezzo di forze geopolitiche. I suoi lavori sono apparsi, tra gli altri, su pubblicazioni come il New York Times, Time Magazine,  National Geographic ed The Financial Times, Magazine, Stern, Bloomberg Businessweek.

Nel corso degli anni ha ricevuto premi dal World Press Photo, dal Pictures of the Year International, dal Photo District News, dalla National Portrait Gallery of Australia, da American Photography e le sue fotografie sono state inserite in numerose mostre personali e collettive.

Vive a Brooklyn, New York e lavora a due monografie: un diario di guerra dei suoi giorni in Afghanistan e una critica sulla identità regionale australiana contemporanea.

http://www.adamfergusonphoto.com/

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