World.Report Award 2012


 
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World.Report Award

Donald Weber – Interrogations

Si è appena conclusa la seconda edizione di World.Report Award | Premio Italiano di Fotogiornalismo, al quale hanno partecipato fotografi di fama internazionale con oltre 300 reportage provenienti da 45 paesi dei 5 continenti.

Un importante ringraziamento è dovuto alle agenzie fotografiche, alle associazioni di fotografi, alle scuole di fotografia e a tutti quanti si sono adoperati attivamente per la diffusione del premio.

Un ringraziamento ulteriore a tutti i fotografi che hanno partecipato con i loro lavori e che hanno ritenuto il premio un luogo di confronto importante e significativo.

La giuria, formata da componenti dello staff del Festival della Fotografia Etica con la collaborazione esterna del direttore della rivista “Il FotografoSandro Iovine, assegna il premio della seconda edizione del World.Report Award a Donald Weber con il reportage “Interrogations”.

La giuria intende premiare l’originalità in campo fotogiornalistico del linguaggio utilizzato per rappresentare visivamente il rapporto psicologico tra l’uomo e il potere. Il racconto di Weber è capace di raccogliere e unire l’intimo stato di sofferenza personale con la lucida analisi giornalistica. Superando i limiti di un lavoro seriale, riesce a esprimere una sottile, estesa gamma di emozioni pur rimanendo, anzi forse grazie a questo, in uno spazio limitato, chiuso e claustrofobico. L’uso del colore coglie e amplifica perfettamente l’espressione del minuto dettaglio. La potente e profonda critica a un sistema giudiziario si nutre ed espande con i volti, i gesti e le lucide paure dei singoli personaggi. La forma dell’angoscia muta in continue nuove espressioni.

Interrogations” parla di un posto dove la giustizia, la misericordia, la speranza e la disperazione sono artificiali, comprate, barattate e vendute; un luogo a prova di suono dove la verità è sia il prodotto finale che qualcosa che non lascerà mai quella stanza.

“Ho cercato di fare foto molto semplici, ma un ritratto è sempre qualcosa di complicato: un mutuo riconoscimento, comunque fugace, del potere e dell’arrendersi al potere. Questo lavoro interroga gli interrogatori.

Senza confessioni né ammissioni di colpa, le corti di qualsiasi posto rettificherebbero un arresto in un istante; oltre il 90% di tutte le accuse del sistema giuridico russo finiscono con un’ammissione di colpevolezza e solo criminali esperti o imputati con alle spalle titoli di studio hanno una possibilità in questo sistema giuridico, che non è stato fatto essere imparziale.

Quando si chiude la porta della stanza dell’interrogatorio inizia un processo tramite calvario: questo è ciò che succede qui, ma non viene mostrato al pubblico.

Ad ogni sospettato viene dato uno spazio che corrisponde alle stanze dove avviene l’interrogatorio.

Questo è quanto.”

Questo lavoro rimane confinato all’interno di quelle stanze e descrive le persone che ci entrano e che escono, le loro storie e i loro drammi. Giovani e vecchi, uomini e donne, deboli sfortunati e duri criminali. Tutti.

 

Biografia

Prima di dedicarsi alla fotografia, Donald Weber ha studiato come architetto e lavorato col teorico urbano Rem Koolhaas presso l’ufficio dell’architettura metropolitana (OMA) di Rotterdam, Olanda. Ha lavorato come freelance per la stampa internazionale in vari luoghi del mondo, come Africa, Europa dell’Est, Russia e Sud America, prima di puntare verso una visuale più ampia: la crescita dell’insolvibile potere mondiale. Da quel momento, si è dedicato a studiare le modalità con cui il potere crea uno scenario che comprende i propri soggetti e ha rappresentato nelle sue immagini la segreta collaborazione tra i padroni e le vittime.

I progetti recenti più importanti includono “The Underclass and Its Bosses: Crime & Punishment in Ukraine”, che ha vinto il Lange-Taylor Documentary Prize; “Bastard Eden, Our Chernobyl”, che ha vinto il Photolucida Book Award; “The Drunken Bride, Russia Unveiled”, premiato con un Guggenheim Fellowship; “Opera of Power”, che ha vinto il Canada Council Fellowship e il suo libro più recente, “Interrogations”, che parla delle autorità post-sovietiche in Ucraina e Russia, edito da Schilt Publishers nell’inverno 2012.

I suoi lavori sono stati pubblicati da numerose testate internazionali, tra cui Amica, Der Speigel, The Guardian, Newsweek, New York Times, New York Times Magazine, Rolling Stone, Stern, Time e The Walrus. Ha inoltre lavorato con le ONG Medecins sans Frontieres, the United States Holocaust Memorial Museum e War Child.

I suoi progetti fotografici sono stati esposti in festival e gallerie in tutto il mondo, tra cui il United Nations, il Museum of the Army a Les Invalides a Paris, il Portland Museum of Art e l’Alice Austen House Museum di New York. Altri premi importati ottenuti da Weber sono il Duke and Duchess of York Photography Prize, due World Press Photo Awards, un PDN’s 30. È stato infine nominato Emerging Photo Pioneer da American Photo.

Al momento sta lavorando al suo prossimo progetto, “The Drowned City”, che si propone di esplorare la città quando viene inondata dal suo futuro tecnologico.

È membro della famosa agenzia fotografica VII.

Sito internet: www.donaldweber.com